Caligola e il “Senatore a quattro zampe”: la prima Fake News della storia?

Caligola e il “Senatore a quattro zampe”: la prima Fake News della storia?

L’imperatore era davvero pazzo o è stato incastrato?

Oggi, 18 marzo, il calendario della storia ci riporta al 37 d.C., giorno in cui il Senato proclamò Imperatore il giovane Gaio Giulio Cesare Germanico, passato alla storia come Caligola.

Ma oltre ai busti di marmo e alle cronache imperiali, il suo nome è legato a uno degli aneddoti più incredibili di sempre: la nomina a senatore (o console) del suo cavallo preferito, Incitatus.

Ma quanto c’è di vero? Analizzando le fonti, scopriamo che ci troviamo davanti a un caso di propaganda e fake news, una vera “shitstorm” dell’antichità.

Il lusso sfrenato di Incitatus

Secondo le fonti primarie, come Svetonio nella sua opera Vita dei Cesari, Caligola nutriva un amore ossessivo per il suo destriero. Si parla di una stalla di marmo, mangiatoie d’avorio e coperte di porpora.
Cassio Dione, nella sua Storia Romana, aggiunge dettagli ancora più pittoreschi: l’imperatore invitava il cavallo a cena, offrendogli orzo e brindando alla sua salute.

Senatore o Console? La precisione delle fonti

Nonostante la leggenda parli spesso di un “cavallo senatore”, Svetonio specifica che l’intenzione di Caligola era quella di nominarlo Console, la massima carica della magistratura romana. Tuttavia, è importante notare un dettaglio fondamentale: la nomina non avvenne mai. Si trattò, nel peggiore dei casi, di una promessa o meglio, di una minaccia che l’assassinio dell’imperatore nel 41 d.C. impedì di realizzare.

La verità dietro la follia dell’imperatore

Gli storici moderni invitano a guardare oltre il racconto della pazzia. La storia del cavallo non sarebbe il gesto di un folle ma un vero e proprio guanto di sfida politico.
Caligola detestava la classe senatoria e con grande probabilità voleva lanciare un messaggio provocatorio suggerendo implicitamente che persino un animale avrebbe potuto ricoprire l’incarico di senatore con risultati migliori. Era un modo per dire, senza usare troppi giri di parole, che il loro potere era ormai diventato insignificante ai suoi occhi.

Inoltre, dobbiamo considerare chi ha scritto queste storie. Sia Svetonio che Cassio Dione scrissero molto tempo dopo la morte di Caligola, attingendo ai pettegolezzi e ai resoconti di una casta senatoria che odiava profondamente l’imperatore.
Trasformare una provocazione sarcastica in una prova di follia clinica fu il modo perfetto per distruggere la sua reputazione postuma.

Dal papiro allo smartphone: cosa impariamo oggi?

Questa vicenda ci insegna che il “clicca e condividi” esisteva già ai tempi delle toghe, anche se si usavano i papiri. La storia di Incitatus è sopravvissuta per duemila anni perché è divertente, assurda e scioccante: gli ingredienti perfetti per una notizia virale.

La sfida per noi studenti

Prima di credere a una notizia incredibile che leggiamo sui social, chiediamoci: chi la scrive ha interesse a mettere in cattiva luce il protagonista?
Quali sono le prove documentali?
La storia di Caligola ci dimostra che la verità è spesso più complessa di un titolo sensazionalistico.

Note della Redazione
Fonti citate e approfondimenti:
Svetonio, De vita Caesarum, Libro IV
Cassio Dione, Historia Romana, Libro LIX
Enciclopedia Treccani, voce Caligola: https://www.treccani.it/enciclopedia/caligola_(Enciclopedia-Italiana)/

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